Gennaio 23, 2019

San Vito dei Normanni

San Vito dei Normanni è un piccolo comune del Salento settentrionale nella provincia di Brindisi. Nonostante sia un paesino dell’entroterra dista appena 10 km dalla costa adriatica ed è adagiato in una grande pianura compresa tra Ostuni e Carovigno.

Caratterizzato dal tipico clima mediterraneo, San Vito dei Normanni è una terra ricca di uliveti, querce, vigne e colture intensive dalle quali si ricavano i principali prodotti dell’enogastronomia salentina.

Sembra che questa zona fosse già abitata durante l’età del bronzo ed il borgo del centro della città risale all’epoca medievale. Si racconta infatti che sia stato costruito dagli Slavoni, emigranti giunti nel X secolo dalla Croazia mentre secondo altre fonti sarebbe stato fondato per volontà del normanno Boemondo d'Altavilla.

Nel corso del tempo San Vito si è estesa non solo territorialmente ma si è anche affermata nei settori dell’agricoltura e soprattutto del turismo in quanto offre un patrimonio storico-culturale davvero interessante. Per quel che riguarda l’architettura religiosa, è possibile ammirare una serie di chiese e luoghi di culto che risalgono per lo più al XIV e al XV secolo.

La Basilica di Santa Maria della Vittoria, conosciuta anche come Chiesa Madre, è il principale riferimento per i credenti della città ed è uno dei luoghi più belli da visitare. Molto particolare è anche la Chiesa di San Biagio, un piccolo santuario bizantino scavato interamente nella roccia nel quale sono presenti disegni rupestri, affreschi e iscrizioni che risalgono al XII secolo. San Vito dei Normanni è dunque un territorio ricco di reperti preistorici, tanto che negli anni Novanta sono state scoperte delle antiche costruzioni in pietra in contrada Castello d’Alceste risalenti all’età del ferro.

Il cuore del comune brindisino è comunque rappresentato dal Castello Dentice di Frasso, edificio medievale che con la sua torre quadrata si affaccia direttamente sulla piazza principale dove ha sede anche il Municipio. Abitato da importanti famiglie come i Del Balzo-Orsini e i Palagano, il castello è oggi di proprietà dei discendenti della casata Dentice di Frasso che ne hanno fatto la propria residenza.

Un'altra attrattiva che merita di essere visitata è anche il Museo della Civiltà Rurale che rispecchia in maniera evidente la cultura dei sanvitesi. In questa struttura sono raccolti oggetti di uso comune, arnesi e attrezzi agricoli che raccontano della vita rurale della città a partire dal XVIII secolo in poi.

Il vero polmone verde di San Vito è invece la Villa Comunale, comunemente definita dagli abitanti La Pineta in quanto ospita un gran numero di rigogliosi pini marittimi. Il parco si trova esattamente al centro del paese ed accoglie al suo interno una folta vegetazione tipica della macchia mediterranea come palme, lecci e querce. A pochi chilometri di distanza poi troveremo la Riserva naturale di Torre Guaceto che comprende anche l’omonima Riserva marina e si caratterizza per uno scenario puro e incontaminato.

San Vito dei Normanni propone ogni anno feste popolari e sagre durante le quali è possibile godere dei sapori tipici e delle tradizioni del Salento. Il 15 agosto abbiamo la Sagra di Ferragosto dove si possono assaggiare i prodotti locali e ballare in piazza al ritmo della pizzica. 

La Festa Patronale invece cade il secondo fine settimana del mese di luglio quando si festeggiano San Vito e San Vincenzo Ferreri. In questa occasione il centro storico si anima con concerti, luminarie, processioni, giostre e fuochi d’artificio. Un altro evento sanvitese molto importante è poi il celebre Barocco Festival che ogni anno richiama artisti e appassionati di musica barocca da tutto il mondo.

Secondo la migliore gastronomia pugliese, la cucina di San Vito propone piatti come i turcinieddi, spiedini di carne aromatizzati o i maranciani chini che sono delle melanzane imbottite. Saporite sono anche le fave con verdure saltate, in dialetto dette favi e fogghi e le friselle condite con pomodoro, olio e origano. Per quanto riguarda i dolci le pietanze più comuni sono le pettole, i mustazzueli e lecarteddàte, roselline di pasta fritta che si mangiano a Natale. Infine per accompagnare i pasti possiamo bere un buon Aleatico di Puglia, un Negramaro o un Primitivo.

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