Marzo 21, 2019

A 26 km da Lecce sorge Nardò, centro di antichissime origini, custode di una storia millenaria. Il comune conta oltre 31.000 abitanti ed è situato nella parte nord occidentale della provincia di Lecce, a pochi km dalla costa ionica.

La zona è abitata fin dalla preistoria e la sua continuità abitativa è sorprendente, essendo stata colonizzata più volte durante il corso dei secoli. 

A Nardò lo stile architettonico dominante è il barocco, la cui bellezza e la cui grandiosità toccano il loro picco in Piazza Salandra, cuore pulsante della cittadina, da sempre utilizzata anche come esclusivo set cinematografico. Al centro della piazza si innalza la Guglia dell'Immacolata, eretta per volontà del popolo neretino all'indomani del terremoto che sconvolse il Salento nel 1743. La guglia ha una pianta ottagonale, è di forma piramidale con cinque sezioni recanti fregi, statue, decorazioni e cuspidi. Sull'estremità superiore svetta la statua di Maria Immacolata.

centro storico di nardò

La Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta fu ricostruita a partire dal 1080 sui resti della precedente chiesa basiliana, che per ordine di Urbano II fu dedicata a Maria Santissima Assunta. Gli affreschi parietali risalgono ad epoche diverse, comprese fra il XIII ed il XVI secolo; il crocifisso ligneo del 1200 ottenuto con legno di cedro è detto il Cristo Nero ed è un'altra opera di grande rilievo.

cattedrale

La Chiesa di San Domenico fu eretta alla fine del 1500 e l'originario impianto a tre navate divenne presto un'aula unica, capace di rispondere meglio alle esigenze dei predicatori. La facciata in carparo presenta due stili leggermente diversi, essendo stata realizzata in momenti separati: la fascia più bassa è ricca di figure addossate le une alle altre, mentre la parte superiore appare più armonica e rilassante.

Il centro storico di Nardò è ricchissimo di edifici religiosi di grandissimo rilievo storico artistico, ma anche di interessanti architetture civili quali il teatro comunale, inaugurato nel 1909, la torre dell'orologio, la cui carica va effettuata a mano da un addetto ogni 36 ore, il palazzo dell'Università, con il meraviglioso portico barocco colonnato e sul cui lato destro si innalza la torre dell'orologio. 

chiese
Il castello degli Acquaviva fu voluto da Giovanni Antonio Acquaviva d'Aragona in seguito alle invasioni turche del 1480 e fu terminato agli inizi del XVI secolo. Una delle caratteristiche salienti del castello di Nardò è il cosiddetto torrione a mandorla, utilissimo nel difendere in battaglia il sottostante muro di cortina. 

castello
La struttura ha una pianta rettangolare ed è dotata di 4 torrioni angolari, con una facciata decorata in bugnato ottocentesco ed un fregio continuo sul cornicione superiore, posto al di sotto dei merli. Più recentemente il castello è diventato sede del Municipio, che venne trasferito qui dalla sede storica: il palazzo dell'Università. Il fossato che anticamente cingeva il castello è stato riempito e trasformato in uno splendido giardino ricco di specie arboree rare e pregiate, che viene solitamente indicato come la villa comunale. 

La campagna circostante Nardò è quella tipica salentina, puntellata di ulivi secolari e vigneti, masserie fortificate e residenze rustiche. Il territorio neretino è conosciuto per la produzione di un ottimo vino e dell'olio extravergine derivato dalla coltivazione dell'oliva Cellina, di qualità superiore. La parte costiera del comune di Nardò si estende per circa 22 km: la linea di costa per lo più rocciosa e frastagliata, spesso coperta da macchia mediterranea e pinete, è di tanto in tanto interrotta da zone umide di grande interesse naturalistico, come quella inclusa nel parco naturale regionale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano.

Nel territorio del parco sono dislocate la Torre Uluzzo, la Torre dell'Alto e la Torre Inserraglio, imponenti ed austere torri di avvistamento costruite in epoche storiche differenti per ragioni difensive.

A circa 8 km da Nardò, sorge la frazione costiera di Santa Maria al Bagno, un borgo marinaro nato sui quattro bastioni angolari che restano della fortezza voluta da Carlo V. La località è molto frequentata in estate ed è ulteriormente impreziosita dalla presenza di tante residenze nobiliari. Sul lungomare del borgo sorge il Museo della Memoria, dedicato agli ebrei sopravvissuti ai campi di concentramento che si rifugiarono nella marina di Nardò.

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