Gennaio 23, 2019

Grotte carsiche nel Salento

Il Salento, zona meridionale della Puglia, ha la particolarità di essere bagnato da due mari: ad Ovest dal mar Jonio e ad Est dal mar Adriatico.

Ma questo non è il suo unico pregio, infatti la penisola salentina, detta anche Terra d’Otranto, è come uno scrigno che al suo interno custodisce tesori legati alla storia e alla civiltà dell’uomo, ed ecosistemi naturali rari, tanto da essere, in alcuni casi, ancora oggetto di studio. Tutta la zona infatti è caratterizzata da grotte carsiche più o meno profonde, tutte spettacolari che conservano reperti di grande interesse culturale e di bellezze paesaggistiche incomparabili; la maggior parte sono accessibili solo via mare e non tutte si possono visitare all’interno, ma vale la pena vederle tutte!

Grotta Zinzulusa

La più famosa è la Grotta Zinzulusa, la più rappresentativa del fenomeno carsico nel Salento, che si trova nel comune di Castro. Questa grotta è aperta ai visitatori sin dal 1975, è lunga circa 150 metri e profonda circa 160 metri. A differenza delle altre vi si può accedere via terra. È divisa in tre zone: la Conca, apertura della grotta, alta circa 15 metri e caratterizzata da un'acqua cristallina.


Da qui si passa nel cosiddetto Corridoio delle Meraviglie che offre lo spettacolo di stalattiti e stalagmiti, la loro somiglianza agli stracci appesi, detti in dialetto"zinzuli", dà appunto il nome alla grotta. Si notano rocce dalle forme particolari che gli uomini nel tempo, hanno paragonato ad oggetti di uso quotidiano: il Pulpito di pietre,il Presepe, la Torre di Pisa. la Spada di Damocle e così via. 

La terza e ultima parte della grotta è il Duomo, in cui il fenomeno carsico ha origini antichissime, pare che risalga addirittura al Cretaceo. Ancora più in fondo si cela una meraviglia della natura in cui le acque si stratificano: in fondo sono calde e salmastre mentre in superficie diventano fredde e dolci. Questa zona è chiamata Cocito. Oltre che per la sua bellezza la grotta Zinzulusa è preziosa e giustamente famosa perché ci ha conservato resti di animali ormai estinti e reperti storici antichissimi adesso esposti nei musei locali.

Grotta Romanelli

Un’altra grotta molto bella ed importante è la Grotta Romanelli, situata nel territorio di Castro, vicino alla grotta Zinzulusa. La sua origine risale al Paleolitico, essa rimase nascosta da cumuli di detriti fino a quando, nel 1900 il suo ingresso non fu liberato. Questa grotta è di notevolissimo interesse storico infatti reca incisioni su osso degli uomini del paleolitico, dai soggetti antropomorfi e soprattutto zoomorfi.


Inoltre sono stati rinvenuti resti di fauna antica come il pinguino boreale, la gru islandica, il gabbiano artico, la renna. Evidentemente questa grotta fu abitata dagli uomini del Paleolitico e infatti il materiale ritrovato è ancora oggetto di studio da parte dei paleontologi.

Grotta dei Cervi

Nella baia di Porto Badisco, a sud di Otranto, è situata la bellissima Grotta dei Cervi. Attualmente l’ingresso non è accessibile per i lavori archeologici in corso, però dall’esterno la grotta si può ammirare via mare. È molto suggestiva, basti pensare che era stata abitata dai nostri progenitori ben 4000 anni or sono.


A loro si devono i dipinti che raffigurano battute di caccia al cervo, da qui la denominazione della grotta, realizzati con ocra rossa e guano di pipistrello. Ma essa ci ha custodito anche oggetti di uso quotidiano, ottenuti per lo più dalla lavorazione dell’osso, e numerosi graffiti che rappresentano scene di caccia.

Grotta Palombara

Non distante si trova un’altra suggestiva grotta marina, tanto bella da avere ispirato i versi di alcuni poeti: la Grotta Palombara. È più piccola e raccolta rispetto altre, soltanto la volta è piuttosto alta, circa 30 metri, ma è lunga poco più di 70 metri e le sue acque sono profonde non più di 15 metri. Si può visitare solo in barca, ma non bisogna perdere l’occasione di un tour perché offre uno spettacolo incantevole. La sua denominazione è dovuta alla presenza dei colombacci che vi nidificano.

Da sottolineare, per gli effetti terapeutici delle acque termali, l’importanza delle grotte che si susseguono traSanta Cesarea Terme e Castro Marina. Da queste grotte, Gattulla, Fetida, Solfurea, Solfatara, emergono acque termali i cui effetti benefici erano conosciuti nel Quattrocento, ma solo diversi secoli più tardi sono state ulteriormente valorizzate, quando fu costruito lo stabilimento termale che ancora oggi è frequentato da chi vuole alleviare i problemi articolari e muscolari.

Una visita merita, a Nord di Otranto, la Grotta di San Cristoforo che, benché di origine antropica e non naturale come quelle finora descritte, è di notevole interesse culturale perché conserva scritti in lingua antica, greca e latina, che lasciano supporre che questo fosse un rifugio di antichi marinai. Tra gli scritti ritrovati è suggestiva una preghiera di un navigatore con la quale chiedeva agli dei il buon esito del suo viaggio.

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