Marzo 24, 2019

Prodotti DOP e la bella di Cerignola

Lasciando Foggia, proseguendo sulla S.S. 16,  si può raggiungere Cerignola, cittadina nota in tutto il mondo, grazie ai suoi concittadini di lustro...

Di Vittorio, padre dei sindacati, solito portare in Parlamento i prodotti del suo tanto amato paese, Zingarelli, linguista italiano per eccellenza e Fiorello La Guardia, primo sindaco di New York.

Viaggiando verso Cerignola si può fare una piacevole sosta al santuario di “Santa Maria dell’Incoronata”, situato vicino al sito archeologico “Herdonia”, borgo tra i più antichi della Daunia. Anche in questo luogo sarà possibile gustare alcune eccellenze gastronomiche, sotto i portici di un viale che costeggia il santuario. Alcuni prodotti da gustare sono, senza dubbio, i torroni dolci e le forme di Pane fresco di Monte Sant’Angelo, ma i torcinelli, formati per lo più da budella di agnello ripiene di animelle, la fanno da padrona sia  cotti sui carboni, ma anche al ragù. Il torcinello pugliese rappresenta l’emblema dello street food, da consumare all’aperto.

Lungo il percorso della la S.P. 88 si potranno incontrare altre due piccole cittadine, Stornara e Stornarella, ubicate in un territorio agricolo generoso di vigneti ed oliveti, ma anche di immensi campi adibiti alla coltivazione di ortaggi, tra cui pomodori e melanzane, ma anche zucchine e peperoni. Solo riprendendo il percorso stradale si giungerà alla ricca e passionale città di Cerignola, che, col suo maestoso duomo Tonti e con i suoi ricchi palazzi in stile gotico bizantino, domina l’intero paesaggio. 

In questa città sarà possibile imbattersi in alcuni dei migliori prodotti tipici pugliesi, famosi in tutto il mondo, come la bella di Cerignola, oliva verde da tavola riconoscibile nella tipologia oliva di Spagna, dal sapore squisito e dal profumo irresistibilmente buono. Ottime sia come aperitivo che da gustare con i vari tipi di scaldatelli, taralli tipici più o meno piccoli e salati al punto giusto, conditi con cipolla o peperoncino, patate o solo con semi di finocchio, e vino banco.

Tanti sono i prodotti che fanno la ricchezza di questo posto e molti hanno conquistato presidi e certificazioni d’origine controllata. Fra i tanti, c’è un dolce tipicamente invernale, Pizza a sette sfoglie, la cui ricetta è gelosamente conservata da ogni brava massaia cerignolana e trasmessa di madre in figlia. L’olio extravergine di oliva, prodotto da olive coratine spremute a freddo, è il protagonista indiscusso in questa antica ricetta, insieme a dell’ottima frutta secca, alla sfoglia di farina fatta sottile e alla mostarda d’uva, preparata antecedentemente con cura e dedizione da ogni donna durante il mese di settembre, periodo della vendemmia.

Ed è proprio il vino, con le sue declinazioni di colore e sapore e il suo mood intenso e profumato, a farla da padrone su un territorio, quello cerignolano, dove il cibo troneggia all’ombra di ogni ulivo.

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