Dicembre 16, 2018

La naturalezza di Rocchetta Sant'Antonio

".….Volevo battezzare quel paese così allegro e lo chiamai Rocchetta la poetica!”, così nel 1875 Francesco De Sanctis racconta di Rocchetta Sant’Antonio nel suo Viaggio elettorale.

Rocchetta Sant’Antonio è un piccolo borgo senza tempo dove il turismo ecosostenibile la fa da padrone. Situandosi come ultimo paese della provincia di Foggia al confine tra Puglia, Campania e Basilicata, Rocchetta Sant’Antonio è considerata la "perla" del Subappennino dauno grazie al suo clima salubre, all’ospitalità, alle bellezze storico-artistiche ed, immancabilmente, alla buona enogastronomia. 

Immerso in un affascinante habitat incontaminato che si volge alla distesa di immensi campi di grano, Rocchetta Sant’Antonio gode del patrimonio naturalistico del Bosco comunale Difesa (1060m) e di Serra della Fontana. È bellissimo scendere a valle e scoprire la fauna autoctona tra le varie testimonianze dell’antica transumanza, camminando all’ombra di cerri, frassini, aceri e querce dove si apre un’amena area pic nic. Ed è qui che vi ristorerete dal caldo torrido in estate e vi sorprenderete dinanzi alle meraviglie cromatiche della natura in autunno. A ridosso delle sponde del fiume Ofanto, il fiume più lungo d’Italia, inoltre, è possibile incontrare anche lontre e scoiattoli.

Non preoccupatevi, non c’è rischio di perdersi: l’efficace segnaletica vi consentirà di orientarvi in piena sicurezza tra le bellezze del bosco. Tuttavia, Rocchetta Sant’Antonio si contraddistingue anche per la singolarità del suo centro storico. All’apice del paese ecco che spunta il torrione del Castello d’Aquino (1507), esempio di architettura militare rinascimentale. Un gioco prospettico che armonizza i vicoli medievali e rinascimentali del paese tra cui spuntano numerose fontane. La più famosa quella della Pescarella, da cui sgorga un’acqua benefica dal sapore dolciastro.

Dopo aver rinfrescato le labbra con quest’acqua buonissima, potrete proseguire tra le viuzze del centro fino ad avvistare il campanile maiolico della Chiesa Matrice (1768), ospitante preziose opere d’arte come la “Madonna del cardellino” per mano del Giaquinto e gli imponenti altari barocchi di Luigi Cimafonte. Uno stile che si ripropone nel resto delle chiese di Rocchetta Sant’Antonio, incorniciata nel suo complesso dall’impronta normanna.

Dal 2012 il virtuoso comune di Rocchetta sant’Antonio ha ottenuto la Bandiera Arancione dal Touring Club Italiano, un marchio turistico ambientale che gli permette di distinguersi nella qualità dell’offerta e dell’accoglienza turistica. Una realtà ricca di risorse, in cui la bellezza della natura e la calda ospitalità dei rocchettani (non più di 2000 in tutto il paese) faranno del vostro soggiorno un’esperienza profonda. Ogni stagione racchiude feste e tradizioni in sintonia con il territorio.

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