Dicembre 17, 2018

Il castello di Otranto e il borgo antico

Correva l'anno 1480 quando le armate turche di Maometto II, misero a ferro e fuoco la splendente Otranto.

Nel Medioevo la città visse un momento di grande fermento culturale poiché porto di collegamento tra oriente e occidente durante le spedizioni in Terrasanta: un vero crocevia di popoli soggetto a essere preso d'assalto.

Proprio per questo, in seguito al pesante attacco saraceno, il castello di Otranto fu ricostruito da Alfonso d'Aragona per garantire la dovuta protezione alla città. Tuttavia, furono i viceré spagnoli a volere l'aggiunta di due nuovi bastioni, una modifica progettata dai più grandi architetti militari dell'epoca e che oltre a rendere più impenetrabile la fortificazione, adeguava la pianta all'evoluzione delle armi da fuoco con nuove feritoie per i cannoni.

Furono, infatti, enormi palle di cannone in granito a indebolire profondamente il castello e la fortezza durante la battaglia contro i turchi. Ancora oggi, passeggiando per le viuzze del borgo antico, s'incontrano queste grandi sfere, rimaste lì da più di cinquecento anni, a ricordare la storia che segnò per sempre la magnifica Otranto, con la morte di più di ottocento persone, un numero altissimo per l'epoca. Il castello – lo stesso che ha ispirato Horace Walpole per il suo romanzo omonimo, il primo della storia di genere gotico– è oggi ammirabile in tutta la sua bellezza.

La pianta pentagonale presenta tre torri a base circolare (Alfonsina, Duchessa e Ippolita) e un bastione, detto 'punta di diamante', protesto verso il mare. Sì, perché la fortezza otrantina proteggeva il borgo antico dalle invasioni, che arrivavano soprattutto dal mare. Sia dallo Ionio che dal Mare Adriatico, perché è proprio a Otranto il celebre faro di Punta Palascìa, il punto più a est d'Italia che separa i due mari, e dov'è usanza andare a vedere la prima alba del nuovo anno.

Il borgo antico di Otranto è abbracciato dalle mura della fortezza e si snoda tra vicoli e vicoletti. La strada principale con negozi, locali e ristoranti è Corso Garibaldi. Passeggiando tra case e botteghe, si arriva infine a Porta a Mare, da cui, attraverso una lunga scalinata, si raggiunge il porto.

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