Dicembre 17, 2018

Considerata la città più antica della Capitanata, Lucera rappresenta oggi un tesoro di ricchezza storico-culturale indiscussa.

Grazie alla sua posizione strategica, la città ha avuto un ruolo determinante nella storia della regione. Il sito, infatti, sin dall’epoca preromana, si trovò al centro di una fitta rete stradale a tela di ragno, che consentiva collegamenti tra quasi tutte le città della Daunia; inoltre, la posizione, su un colle circondato dalla barriera naturale della cresta appenninica, ne faceva un baluardo inespugnabile.

Secondo la tradizione, Fondata da Lacero, figlio di Dauno II, divenne successivamente un’importante colonia romana, che garantiva il controllo della frontiera con le vicine regioni sannitiche. Dopo i disordini del periodo altomedievale, Lucera torna ad essere centro strategico per il dominio del territorio, prima ad opera dei Normanni, poi degli Svevi e degli Angioini.

Fu qui che l’imperatore Federico II, su una collina circondata da estesi boschi di querce, eresse il suo Palatium, la dimora imperiale presidiata da una vivace comunità di Saraceni, di cui si riconoscono alcuni resti all’interno della cinta turrita angioina. In seguito gli Angioini adattarono la fortezza sveva alle nuove tecniche difensive, costruendo un nuovo edificio sui resti dell’antica rocca della città romana e dell’imponente palatium federiciano. Il re francese commissionò a importanti protomagistri dell’epoca la progettazione e l’esecuzione della grande cinta muraria turrita, di forma pentagonale.

Nel 1456 il complesso venne seriamente danneggiato da un terremoto che colpì queste zone, tanto che nel XVIII secolo venne quasi completamente demolito, per utilizzare ciò che ne restava per la costruzione dell’attuale tribunale. Riconosciutone il valore stoico, nel 1871 il sito viene dichiarato Monumento nazionale. Fu così che nel XIX secolo cominciarono i primi lavori di recupero e restauro.

Poste sulla sommità del colle Albano, luogo in cui sorgeva l’antica acropoli della Lucera romana, difese per tre lati da ripide pareti a strapiombo, le rovine della fortezza federiciana dominano il Tavoliere di Capitanata. Il Castello di Lucera si presenta oggi racchiuso entro le mura della magnifica fortificazione angioina. 
Oltre al palatium federiciano, la fortificazione include anche i ruderi di numerose altre costruzioni. Gli scavi eseguiti hanno messo in luce resti di una chiesa preesistente alla fortezza e abitazioni relative alla colonia provenzale di età angioina. L’intera area costituisce un inestimabile tesoro archeologico, con tracce visibili di epoche diverse: capanne del neolitico, ruderi romani e svevi, resti del palazzo federiciano, costruzioni angioine e una chiesa a navata unica, dedicata a San Francesco d’Assisi.

L’antico Palatium di Federico doveva essere una costruzione a tre piani di forma quadrata, con ingresso a pianoterra. L’edificio si sviluppava attorno a un cortile sempre quadrato, che diventava ottagonale all’altezza del terzo piano, tanto da ricordare la struttura di Castel del Monte.  Nella successiva costruzione angioina scompare l’ingresso a piano terra, tanto da far supporre che l’entrata avvenisse tramite scale calate dall’alto o attraverso gallerie sotterranee. In questo modo il castello sarebbe stato difficile da espugnare. L’intera cinta muraria si estendeva per circa 900 metri, con 13 torri quadrate, 2 bastioni pentagonali, 7 contrafforti e 2 torri cilindriche (Torre della Leonessa, Torre del Leone).

Maestoso e imponente, il Castello di Lucera cattura ancora oggi i visitatori con il suo carico di suggestione e fascino.

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