Trulli della Valle d'Itria, tra i tetti più belli d'Italia

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Nel 1996 l’UNESCO ha dichiarato  trulli di Alberobello patrimonio dell’umanità. Nati nel quindicesimo secolo dall’ingegno di contadini cui era stato chiesto di costruire case senza l’uso della malta per evitare dazi sulle abitazioni, i trulli sono diventati meta immancabile in un viaggio in Puglia.

tipici tetti rotondi a forma di cono rovesciato sono strutture autoportanti che culminano spesso con un pinnacolo decorativo e, a volte, hanno anche simboli religiosi o zodiacali dipinti sopra come segno di riconoscimento.

È vero, i trulli di Alberobello sono una destinazione un po’ inflazionata, ma la sua bellezza vale di sicuro il dover passeggiare tra i vicoletti in compagnia di turisti provenienti da tutto il mondo. Tra botteghe di souvenir e prodotti tipici, i trulli regalano scorci da cartolina disegnando un labirinto bianco e grigio inframezzato da tralci di rose rampicanti.

Tuttavia, i trulli di Alberobello non sono gli unici della Puglia. Fanno parte, infatti, di quella zona di territorio conosciuta con il nome di ‘Puglia dei trulli’: tredici comuni che vanno dalle Terre di Bari fino al Salento, tra cui Locorotondo, Noci, Putignano, Polignano a Mare, Monopoli, Fasano, Ostuni e Martina Franca.

Tra questi, Cisternino è considerato uno dei borghi più belli della Puglia e a ben dire. È un paese medievale molto piccolo, ma nelle strette viuzze che serpeggiano tra le case a calce bianca, si respira la calda atmosfera pugliese. Anche qui il tempo pare essersi fermato in un’epoca di semplice autenticità.

Rimanendo in Valle d’Itria, Cisternino offre quindi un’escursione più tranquilla e dallo spirito new age, grazie a un ashram induista costruito negli anni ’70. Chi non fosse incline a uno stile di vita vegetariano e a pratiche spirituali come la meditazione e lo yoga, può sempre godersi una cena succulenta in una delle tante bracerie. 

Cisternino, oltre che per i suoi trulli che punteggiano le campagne circostanti e dove spesso è possibile soggiornare, è conosciuta, infatti, come la città dei ‘fornelli’: macellerie aperte di sera dove si ordina dal banco fresco la carne da farsi cucinare espressa alla brace.